mercoledì 24 gennaio 2018

DEPRESSIONE: COSE DA EVITARE, GRAZIE

Un tuo amico o parente è depresso e tu, da brava persona quale ritieni di essere - come chiunque di noi (Hitler incluso) - vorresti aiutarlo? Ecco, prima di fare qualsiasi cosa, ricordati sempre che la via per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni. Secondariamente, se proprio non intendi desistere dal proposito di essere di aiuto, cerca almeno di non fare le seguenti cose:

1) Esortarlo a tirarsi su.
Lo sa da solo che dovrebbe tirarsi su, ma se sapere che si dovrebbe fare una cosa fosse sufficiente a saperla fare, pure io camminerei da un pezzo.

2) Portargli esempi di gente che sta peggio di lui e comunque non si abbatte.
Cioè, puoi pure farlo, ma solo se vuoi accompagnare la sua depressione con un contorno di senso di inadeguatezza e fallimento totale.

3) Consigliargli i Fiori di Bach, che con te han fatto miracoli.
Se su di te hanno funzionato è perché sei suggestionabile e tendi a confondere la depressione con la tristezza. Per fortuna i Fiori di Bach sono la miglior cura per i disturbi da autosuggestione. Sulla depressione vera invece non si registra alcun effetto clinicamente testato, se non l’acuimento del senso di sconforto per il fatto che nessun rimedio sembra funzionare.

4) Dirgli che non ha niente.
Per secoli non sapevamo che l'epilessia fosse causata da un problema di trasmissione elettrica del cervello. A dire il vero, c'è stato un buio periodo dell'umanità in cui non si sapeva neppure cosa fosse l'elettricità, figuriamoci sapere che ne produciamo anche noi, seppure con molto meno successo delle anguille. Nei secoli oscuri di cui sopra, tutti hanno dato grande prova di acume umano dicendo che gli epilettici erano indemoniati e provando a scacciare il demonio dai loro corpi. Memori del passato, oggi ti sono date due scelte: affermare che un depresso non ha nulla solo perché non vedi nessuna manifestazione organica, oppure accettare che alcune cose esistono pure se non le puoi percepire con i tuoi sensi. Cose tipo la serotonina, per dire... 

5) Dirgli che quando si sente giù, deve chiamarti.

Soprattutto se quando ti chiama gli rifili i punti 1), 2), 3) e 4)

Quindi che fare?

Se è vera depressione, la risposta la conosci già: accompagnarlo da un professionista qualificato.
Se è solo tristezza, applica con tranquillità i punti 1), 2), 3), 4) e 5): se ti manderà a quel paese sostenendo che non capisci un tubo, allora guarirà da solo nel giro di qualche giorno.